Venerdì 13: il giorno più sfortunato dell’anno

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Superstizione, Loki, Caino e Gesù: perché venerdì 13 porta sfortuna? Scopriamolo insieme.

“In alcune civiltà è considerato di buon augurio mettersi addosso qualcosa al rovescio!

E lei crede a queste cose?

No… ma è come pregare: cosa ci perdi?”

Sir Sean Connery (William Forrester) e Rob Brown (Jamal Wallace) in Scoprendo Forrester

Venerdì 13 è da secoli al centro della superstizione: a esso vengono attribuite sfortune di ogni genere, ed è considerato da molti un giorno in cui chiudersi in casa per evitare sgradevoli esperienze.

Quali sono le origini di questa superstizione? E perché è così diffusa?

Il numero 13 

Il numero 13 è fin dall’antichità considerato come un numero portatore di malaugurio; ci sono diverse teorie riguardo all’alone di sfortuna che lo avvolge. 

Una di esse riguarda il cristianesimo: erano 13, infatti, i commensali dell’Ultima Cena di Gesù alla vigilia della sua crocifissione. A causa di ciò, il numero è stato associato alla morte nei paesi cristiani e, da allora, è considerato di malaugurio sedersi a tavola in 13. 

Un’altra ipotesi fa risalire questa superstizione alla mitologia norrena. Gli dei scandinavi erano dodici più uno, ovvero Loki, crudele con gli uomini e dio degli inganni e della distruzione.

Esistono tuttavia attestazioni ancora più antiche. Un esempio ci viene offerto dallo storico greco Diodoro Siculo, il quale, racconta che Filippo II, padre di Alessandro Magno, sia stato ucciso per volontà degli dei dopo aver collocato una sua statua a fianco a quelle delle 12 divinità dell’Olimpo

Un’altra ipotesi, invece, fa addirittura risalire questa superstizione alla cultura assirobabilonese. Il 12, infatti, era considerato sacro perché facilmente divisibile, mentre il 13, venendo dopo il 12, avrebbe avuto una natura malevola. 

Venerdì 

Il venerdì è un giorno tipicamente sfortunato nella cultura giudaico-cristiana e in quella romana

Di venerdì Adamo ed Eva avrebbero mangiato il frutto proibito, e di venerdì Caino avrebbe ucciso Abele. Sempre di venerdì sarebbe stato ucciso San Giovanni Battista e sarebbe avvenuta la crocifissione di Gesù

Troviamo questa diffidenza per il 13 anche nella cultura romana, nella quale esisteva già una distinzione fra giorni fortunati e sfortunati. Nei dies fasti era possibile svolgere i propri affari senza causare ira agli dei, mentre in quelli nefasti era vietato riunirsi nelle assemblee e nei tribunali.  Inoltre, di venerdì per un romano era meglio evitare di concepire un figlio, altrimenti questo avrebbe avuto una vita infelice.

Venerdì 13, ma non solo… 

Il 13 non è l’unico numero al mondo ad essere considerato sfortunato. Esso è temuto principalmente nei paesi anglosassoni, mentre in Italia siamo molto più spaventati dal 17

Infatti, scritto in numeri romani, “XVII”, il 17 sarebbe l’anagramma del latino “VIXI”, ovvero “ho vissuto”, frase scritta solitamente sulle lapidi. 

In Cina, invece, ad essere temuto è in particolare il numero 4, la cui pronuncia in mandarino ricorda quella della parola morte

Scritto da Mirko Aufiero


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