Pezzo dopo pezzo, anni di ricerca dello Spinosaurus

di Dudnic Radu
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 7 Min.

Introduzione

Da oltre una decade un team di paleontologi sta assemblando, come un puzzle, la figura più completa di un dinosauro vissuto oltre 95 milioni fa. Si parla nello specifico dello Spinosaurus e ci troviamo dietro le coste dell’attuale Africa settentrionale, nel sud-est del Marocco. Le pagine di questa scoperta sono rivoluzionarie e iniziano nel 2008, quando un beduino trova i primi reperti fossili del dinosauro. Le prime ossa furono poi oggetto di ulteriori scavi, aumentando così la loro quantità.

Nel sito di Zrigat, in Marocco, il paleontologo Nizar Ibrahim e il suo team hanno recuperato lo scheletro di Spinosaurus. L’11 settembre 2014, un gruppo di paleontologi italiani, statunitensi, inglesi e marocchini annuncia in anteprima mondiale lo scheletro fossile dello Spinosaurus aegyptiacus. Le ricerche condotte si presentano come una vera rivoluzione sulle conoscenze dei dinosauri e sulle illustrazioni dei libri per bambini si aggiunge la figura di questo bizzarro esemplare.

Spinosaurus: un predatore semi acquatico unico

Lo Spinosaurus è noto per essere il più grande dinosauro predatore mai vissuto sulla Terra, superando addirittura il più grande esempio di “Jurassic Park” conosciuto con il nome di Tyrannosaurus rex. L’esemplare si presenta con corpo possente da predatore, un’enorme vela dorsale, collo da pellicano, testa da coccodrillo, piedi da fenicottero con una coda a nastro, il che lo rendevano un abile nuotatore. Ciò che lo rende affascinante agli occhi dei paleontologi è la proprio la sua capacità di adattamento all’ambiente acquatico. Curioso, vero? Questo dinosauro viveva nell’attuale Africa del Nord, più specificamente nella zona tra il Marocco e l’Algeria, ora occupata per lo più dal deserto del Sahara.

La ricerca pubblicata nel 2020 sulla rivista “Cretaceous Research” ha dimostrato che lo Spinosaurus aegyptiacus, lungo circa 15 metri e pesante sei tonnellate, era in realtà un predatore semi acquatico. La pubblicazione della coda completa dello Spinosaurus su riviste scientifiche di alto prestigio come “Science” e “Nature” hanno ridefinito il quadro completo della storia dei dinosauri. Scoperta che fornisce un’inequivocabile prova dell’esistenza di dinosauri adattati anche agli habitat acquatici e offre un modello anatomico completamente nuovo.

Diario di bordo sulla ricerca dello Spinosauro, la spedizione italiana

Da pochi giorni è ripartita la spedizione dei paleontologi italiani guidata da Cristiano Dal Sasso del museo di storia naturale di Milano. In questa spedizione, il gruppo italiano è affiancato da altri professionisti dell’università britannica di Portsmouth e dell’università marocchina di Casablanca. Le ricerche vengono aggiornate quotidianamente sotto la forma di un vero e proprio diario di bordo. Prende vita uno scenario mozzafiato dove i paleontologi combattono contro il tempo.

Giorno 1.

«Ci siamo. Oggi pomeriggio, in meno di tre ore attraverseremo comodamente il Mediterraneo, per atterrare in Nord Africa. Casablanca è da anni il punto di ritrovo delle nostre spedizioni nel Sahara. Dobbiamo ricostruire un puzzle di ossa che hanno ben 95 milioni di anni, ma non le abbiamo ancora tutte. Per questo siamo qui, per cercare quelle che ancora mancano.»

Giorno 2.

«Il laboratorio di paleontologia dell’Università di Casablanca è composto da due sole stanze, ma custodisce una collezione preziosa: qui sono depositate ufficialmente le ossa finora trovate del “neotipo” di Spinosaurus. L’olotipo, cioè il primo, fu distrutto dalle bombe nella seconda guerra mondiale.

Nel ricomporre centinaia di frammenti ossei scopriamo sempre qualche elemento in più. Oggi, per esempio, abbiamo identificato due ossa del cranio.»

Giorno 4.

«Oggi si parte per il sud. Otto ore programmate di viaggio che diventano dodici, anche perché ci fermiamo qua e là ad esaminare le potenti stratificazioni rocciose che racchiudono ben 600 milioni di anni di storia della vita sulla Terra. Il Marocco è un paradiso per i geologi e i paleontologi, un libro del tempo da sfogliare strato per strato. Erfoud ci accoglie con un tramonto mozzafiato. Domani, finalmente, con la piena luce del  giorno rivedremo il sito dello Spinosauro.»

Giorno 5.

«Sveglia all’ alba, carichiamo un generatore e un martello pneumatico. Senza questi, picconi e badili non servono a molto. L’antico letto fluviale in cui si depositò lo scheletro del nostro Spinosauro si trova 4-5 metri sotto l’attuale profilo di un pendio roccioso, che andrà quindi inciso a cuneo, profondamente, con mezzi adeguati. I fuoristrada ci avvicinano all’ultimo chilometro. Da qui in poi bisogna portare su tutto a mano, inclusi molti litri di acqua a testa, prima che il sole diventi cocente.

Anche quest’anno la pioggia ci ha dato un piccolo aiuto, mettendo in luce frammenti infinitesimi del neotipo di Spinosaurus che non avevamo visto prima nel detrito sottostante lo scavo. Nonostante le nostre continue setacciature passate, tra questi frammenti troviamo ancora un dente e un frammento di spina della vela dorsale.»

Giorno 6.

«Grazie ad un buon lavoro di squadra e ad un nuovo e più potente martello pneumatico, sommando anche quanto fatto ieri riusciamo a rimuovere quasi 12 metri cubi di roccia. È un fango cementato quasi sterile, contiene solo qualche conchiglia e questa carenza di fossili negli strati soprastanti il livello dello spinosauro velocizza ulteriormente le cose. In pratica oggi non facciamo i paleontologi, siamo manovali. Che scavano, comunque, in un passato molto remoto che si chiama Cretaceo.»

Tra i ricercatori, protagonista della scoperta, c’è Cristiano Dal Sasso che lavora presso la sezione “Paleontologia dei Vertebrati del Museo di Storia Naturale di Milano”. Altri colleghi lo hanno seguito in questa vicenda come Simone Maganuco (affiliato all’Associazione APPI e al Museo di Milano), Marco Auditore, Diego Mattarelli, Gabriele Bindellini, Davide Bonadonna, e naturalmente svariati colleghi del mondo intero.

La vendita dei fossili dello Spinosaurus

I team di ricercatori internazionali hanno scoperto più di mille denti di dinosauro nel sito di un antico fiume in Marocco. I fossili considerati di minore importanza scientifica possono essere raccolti e venduti legalmente anche su internet. Navigando sul web, si nota come si sia creato un vero e proprio mercato di nicchia inerente ai fossili del primo dinosauro acquatico. Questi fossili sono spesso venduti come oggetti da collezione o come articoli educativi. E se dunque leggendo si è destata in voi la banale curiosità di acquistare un dente di uno Spinosaurus, sappiate che è possibile farlo, naturalmente prestando sempre la giusta attenzione per non imbattersi in un falso.

di Radu Dudnic


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