Sahel a suon di Golpe: una vecchia crisi

di Emanuele Lo Giudice
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 4 Min.

L’Africa combatte ancora contro i golpe, più di dieci negli ultimi due anni. Il Niger sta trascinando l’intera regione del Sahel in una crisi profonda. Vediamo che succede!

Con il termine “Sahel” intendiamo quella fascia di territorio che si estende dall’Oceano atlantico fino al Mar Morto, nell’Africa subsahariana. Tale territorio si trova inoltre tra il deserto del Sahara (nord) e la savana sudanese (sud). Esso copre diversi paesi, partendo dal Gambia e dal Senegal fino all’Eritrea, passando per il Niger, il Mali e il sud della Mauritania. In tutto attraversa 9 paesi.

La denominazione proviene dall’arabo “al-Sāhil”, termine che intende l’area di contratto tra zone desertiche e steppe. È un’area geograficamente e geopoliticamente molto importante, soprattutto per il commercio e per l’economia.

È nel Sahel che si contano, negli ultimi anni, diversi colpi di Stato, di cui l’ultimo nel luglio 2023 in Niger. In Africa occidentale, infatti, le statistiche dal 2020 contano circa 12 golpe o tentati golpe, rendendola una zona “calda” per la politica internazionale.

Cos’è un golpe?

Con “golpe” o “colpo di Stato” si intende il rovesciamento dell’ordine costituito (dunque delle istituzioni costituzionalmente costituitesi) per mano di uno o più soggetti supportati da élite istituzionali, come gli apparati militari. Nella storia mondiale, soprattutto nel 1900, i golpe si sono susseguiti in diverse parti del mondo, dall’America Latina all’Africa, la quale ancora oggi combatte con questi eventi. 

Il colpo di Stato in Niger e il tentato golpe in Sierra Leone sono solo gli ultimi di una lunga serie di eventi antidemocratici che hanno scosso il continente africano negli ultimi decenni. 

Il golpe ha natura solitamente violenta, atta a scardinare e a ribaltare il regime in vigore. Gli eventi del Niger, che hanno portato il Presidente Bazoum ad essere destituito, hanno acuito ancora di più la crisi dell’Africa occidentale, già pesantemente scosso dai golpe in Mali e in Burkina Fasi. Il rovesciamenti di Bazoum rischia di trascinare una grande parte del continente in guerra, paventata dagli stati dell’Ecowas all’indomani del golpe contro Bazoum.

Dove troviamo i golpe?

Negli ultimi due anni i colpi di Stato (riusciti o falliti) sono stati parecchi. Ne contiamo due in Mali, due in Burkina Faso e anche in Sudan, ai quali si aggiunge quello del Niger. In quest’ultimo Stato ve ne è stato anche uno nel 2021, fallito poco prima dell’insediamento del Presidente Bazoum. Nello stesso anno anche la Guinea ha subito un golpe, mentre l’anno successivo la Guinea Bissau. Crisi democratiche sono state registrate anche nello Stato del Ciad, in Tunisia e Libia

La grande instabilità politica di questa regione mette a rischio l’intera stabilità continentale, già precaria a causa di crisi sanitarie e sociali.

Perché l’Occidente è preoccupato?

I paesi dell’Occidente stanno guardando in questi giorni al Sahel con forte preoccupazione, iniziando inoltre le procedure di evacuazione per i cittadini presenti in Niger (Francia, Germania, Italia e Spagna). Il golpe del Niger rischia di trascinare in guerra diversi paesi della regione, essendo stato dato un ultimatum ai militari insediatisi a Niamey da parte degli Stati dell’Ecowas. Ad oggi la regione è spaccata in due, tra i paesi che procederebbero ad un intervento armato in Niger e quelli che invece entrerebbero in guerra supportando quest’ultimo. L’instabilità del Sahel mette a dura prova i contingenti e i militari presenti nella zona, importante per gli Stati occidentali a livello economico e commerciale.

Seguiranno aggiornamenti all’evolversi degli eventi!

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