Dantedì: la giornata nazionale dedicata al poeta Dante

di Antonucci Carola
7 Min.

Il 25 marzo è stata instituita dal Consiglio dei Ministri la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri accogliendo la proposta del ministro Dario Franceschini.

Perché il 25 marzo?

Giorgio Petrocchi, importante critico letterario italiano e membro del comitato direttivo dell’Enciclopedia dantesca, afferma che Dante è nato in una data tra il 14 maggio e il 13 giugno del 1265.

Esclusa la corrispondenza con la data natale, spostiamo l’attenzione al giorno in cui Dante inizia il suo percorso che lo porta a viaggiare attraverso i tre regni dell’aldilà. La data in questione per gli studiosi è il 25 marzo.

La giornata più significativa è stata nel 2021 quando è avvenuta la celebrazione per il settecentesimo anniversario della morte del poeta.

Celebriamo Dante con i suoi versi più famosi

Dante Alighieri, Dantedì 25 marzo

Dante Alighieri, nonostante la sua vasta produzione letteraria in prosa e in rima, viene comunemente ricordato per la Divina Commedia, inizialmente chiamata solo Commedia. Composta durante il suo esilio a Bologna e in volgare fiorentino, può considerarsi per temi e scelte linguistiche un connubio perfetto tra Nord e centro Italia.

Qui di seguito alcuni dei versi più famosi presi dalle 3 cantiche che compongono la Divina Commedia.

«Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e ‘l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate»
Inferno, Canto III, 1-9, iscrizione sulla porta di ingresso dell’Inferno.

«Vien dietro a me, e lascia dir le genti:
sta come torre ferma, che non crolla
già mai la cima per soffiar di venti.»
Purgatorio, Canto V, 13-18, Virgilio

«Trasumanar significar per verba
non si poria; però l’essemplo basti
a cui esperïenza grazia serba»

Paradiso, Canto I, 70-72

Dante come padre del nostro idioma

Dante viene considerato il faber del nostro idioma nazionale grazie ai suoi studi filo-linguistici. Unico personaggio storico-letterario italiano, ad eccezion fatta per i “padri della Chiesa”, a cui è stato attribuito l’epiteto di padre.

In un periodo storico e culturale in cui il latino era egemonico in vari ambiti, soprattutto quelli letterari, Dante è riuscito ad immettersi come oggi diremmo “a gamba tesa” con la sua fiducia nel volgare.

Dante, studiando i primi testi letterari in volgare siciliano, si è messo alla ricerca di un volgare che fosse in grado di arrogarsi il merito di diffondere la letteratura a chi non conosceva il latino.

Distingueva infatti due lingue, locutio vulgaris e locutio secundaris, la prima la identificava nel volgare poiché veniva appresa naturalmente e dal volgo. La seconda era il latino poiché si imparava in un secondo momento grazie all’istruzione.

Nel suo trattato linguistico De Vulgari Eloquentia, scritto in latino, Dante ipotizza che tra i diversi volgari vi è sicuramente una lingua in comune.

L’esistenza dei volgari bisognava ricondurla alla maledizione Babelica. La varietà degli idiomi era una caratteristica propria dei popoli, mutando nello spazio e nel tempo.

Esaurite le questioni generali, Dante inizia ad occuparsi dell’Italia e della lingua del “sì”, riconoscendone la parentela con il provenzale e il francese. Spietato fu il suo giudizio su determinati volgari regionali italiani come il romanesco e il fiorentino. Per intenti artistico-letterari trovava più corretto usare il siciliano ed il bolognese.

Questo trattato non ebbe successo almeno fino al 500, quando Trissino portò alla luce il pensiero dantesco. La riscoperta del trattato suscitò risentimento nei fiorentini e toscani che non apprezzarono che un fiorentino potesse andare contro al loro volgare regionale.

Eventi in programma per il Dantedì

Dante Alighieri, Dantedì 25 marzo

Diversi gli eventi proposti per il Dantedì, qui di seguito alcune di essi.

I Musei di Bargello hanno proposto ai visitatori un vasto programma sul Medioevo con visite guidate dedicate al sommo poeta. “Le tracce del Poeta nella storia del Palazzo” porta i visitatori a ripercorrere la storia di Dante con la sua eredità lasciata al Palazzo dei Podestà.

Rai Cinema invece ha proposto la Divina Commedia in un racconto nel metaverso. L’universo dantesco è stato il protagonista di un racconto interattivo partendo dal percorso all’interno del metaverso di Rai Cinema su The Nemesis, piattaforma che ospita esperienze di questa nuova realtà virtuale.

Il giocatore si ritrova nei panni di Dante, vivendo un’avventura all’interno della selva oscura con un’esperienza di gioco immersiva.

Il gioco è completamente gratuito e messo online già ieri 24 marzo. Per il vincitore, in palio l’anteprima del primo capitolo del cortometraggio “Inferno” di Federico Basso con la voce di Francesco Pannofino.

Dove vedere i cortometraggi su Dante

Oggi 25 marzo il corto “Inferno” e il secondo capitolo “Purgatorio” sono disponibili su Raiplay e Rai Cinema Channel in versione accessibile ai non udenti e non vedenti.

Possibilità di godersi i capitoli con la visione VR per un coinvolgimento maggiore allestiti a Firenze, Milano e Torino.

Casa di Dante a Firenze, oggi 25 marzo ha allestito un corner VR per la fruizione dei corti.

I due corti sono stati proiettati anche al Museo Nazionale del Cinema di Torino e al Museo nazionale Scienza e Tecnologia di Milano nei cinema VR realizzati in collaborazione con Rai Cinema.

Inferno e Purgatorio saranno disponibili anche su Rai Cinema Channel VR lunedì 27 marzo martedì 28 marzo il progetto avrà luogo nelle periferie romane con Fondazione Mondo Digitale.

Scritto da Carola Antonucci


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