Il processo a Ciro Grillo rischia di dover ripartire da zero

di Mirko Aufiero
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 4 Min.

Lunedì 10 luglio riprende il processo per violenza sessuale che vede imputati Grillo jr e tre suoi amici: il punto della situazione

Riprende nella giornata di domani, lunedì 10 luglio, il processo per la presunta violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa italo-norvegese avvenuta nel 2019 in Sardegna, che vede imputati Ciro Grillo, figlio di Beppe, e tre suoi amici, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria.

Nell’udienza saranno esaminati i video, le foto e le intercettazioni estrapolati dal consulente informatico della Procura dai cellulari degli imputati, tra cui figura un video di 20 secondi con le immagini di un rapporto sessuale.

Tuttavia, il trasferimento di uno tre giudici del collegio rischia di compromettere il processo, il quale potrebbe dover ripartire da capo.

Processo a rischio?

processo Ciro Grillo

Il giudice in questione è Nicola Bonante, il quale è stato recentemente trasferito a Bari. Il magistrato ha già chiesto di essere applicato a Tempio Pausania (SS), sede del processo, per garantirne il regolare svolgimento, ma la decisione spetterà al Csm (Consiglio superiore della magistratura) e al Ministero della Giustizia.

In caso di un parere negativo di quest’ultimi, gli avvocati degli imputati potrebbero chiedere il rinnovamento del processo, ovvero che venga ripetuto di fronte ad un nuovo collegio.

La situazione non è ancora del tutto chiara, e a complicare la questione c’è anche la riforma Cartabia, la quale pone una stretta al rinnovamento dei processi in caso di udienze videoregistrate. In questo frangente, a causa dei limiti tecnici del tribunale di Tempio Pausania, non è disponibile il video delle udienze, mentre lo è invece l’audio, il quale potrebbe essere preso in considerazione nella decisione.

Inoltre, nel caso in cui la richiesta di applicazione di Bonante venisse respinta, sarebbe necessario trovare un sostituto, cosa non semplice a causa della limitatezza dell’organico del tribunale di Tempio.

La decisione finale arriverà lunedì mattina in apertura, ma nel frattempo tutti gli avvocati hanno ricevuto conferma dell’appuntamento in aula.

Al centro dell’udienza, oltre a circa 40 terabyte di materiale audio-visivo, ci saranno tre testimonianze. Gli avvocati di Francesco Corsiglia hanno infatti ottenuto di poter risentire Cinzia Piredda, psicologa che effettuò la perizia sulla vittima, e Alex Cerato e Adelaide Malinverno, amici d’infanzia della giovane.

Il caso

processo Ciro Grillo

Secondo quanto emerso dal lavoro degli investigatori e dal racconto della vittima, la presunta violenza sarebbe avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019, quando i quattro imputati si trovavano in vacanza in Costa Smeralda. Al termine di una serata trascorsa in discoteca al Billionaire, i giovani avrebbero lasciato il locale verso l’alba in compagnia della vittima e di una sua amica per recarsi nella villa di Grillo.

In seguito, secondo la vittima, dopo che l’amica si era addormentata, sarebbe avvenuta la violenza sessuale, ripetuta dai quattro per “cinque o sei volte” nella camera da letto e nel box doccia. Inoltre, sarebbe stata obbligata a bere mezza bottiglia di vodka contro il suo volere, per poi perdere conoscenza fino alle 15 quando è tornata a Palau.

Gli imputati hanno sempre negato le accuse, dichiarando che i rapporti consumati fossero “assolutamente consenzienti”; tuttavia, non sono dello stesso avviso i magistrati, i quali in un verbale riportano il racconto della vittima.

La «lucidità» della vittima «risultava enormemente compromessa» quando è stata «condotta nella camera matrimoniale dove gli indagati» l’avrebbero costretta ad avere «cinque o sei rapporti sessuali approfittando delle sue condizioni di inferiorità psicologica e fisica».

Fonti: Il Secolo XIX, Ansa, Adnkronos, Sky.it

Scritto da Mirko Aufiero


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