Il mito di Medusa, la storia della dea-serpente

di Giorgia Lelii
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 9 Min.

In questo caso, parlando di Medusa, non intendiamo l’animale marino che ci punge in acqua quando non ce ne accorgiamo. Adesso parliamo della dea Medusa, il terrore dei mari, dai capelli di serpenti e dallo sguardo pietrificante.

Le origini del mito

Dovete sapere che Medusa non è stata sempre questo mostro di cui tutti abbiamo paura. Prima era semplicemente una splendida fanciulla di Atene, in grado di sedurre gli uomini con un solo sguardo. Proprio questa capacità le portò sventura: infatti, il dio del mare, Poseidone, s’invaghì di lei. Successivamente, avvenne la mutazione: fu una punizione della dea Atena, adirata del fatto che avesse giaciuto o fosse avvenuta violenza da Poseidone in uno dei templi della dea. Tuttavia, altre interpretazioni sostengono che Atena era avversa a Medusa perché quest’ultima osava gareggiare contro di lei in bellezza.

Tre Gorgoni, “Fregio di Beethoven” (Gustav Klimt)

La trasformazione della donna fu drastica: diventò un mostro metà donna metà serpente, con zanne di cinghiale. La sua voce armoniosa mutò in un urlo straziante e terrificante, il suo sguardo poteva far diventare gli uomini di pietra. In seguito, fu relegata su un’isola oltre oceano, dove abitavano le Gorgoni, Steno ed Eurialo. Questi due esseri erano due semidee con le stesse caratteristiche di Medusa, con l’unica differenza di essere immortali. Nonostante l’aspetto brutale descritto sopra, mano a mano la tradizione ha iniziato a tramandare il fatto che fossero fanciulle dal viso bellissimo, ma i capelli di serpenti rimasero una costante.

L’uccisione di Medusa

“Perseo con la testa di Medusa”, statua di Benvenuto Cellini

Il re di Serifo, Polidette, inviò Perseo, figlio di Danae e Zeus, a uccidere Medusa per avere la testa come dono nuziale. A dire il vero, quello di Polidette era solo una scusa. La sua speranza era che avvenisse la morte di Perseo per poter sposare la madre di quest’ultimo, Danae. Raggiunto quindi il luogo dove dimoravano le Gorgoni, le trovò dormienti. Con la mano guidata da Atena e guardandone il riflesso nello scudo per evitare di restare pietrificato, Perseo riuscì a decapitare Medusa. Dalla ferita uscirono il cavallo alato Pegaso e il gigante Crisaore, i figli che la Gorgone aspettava da Poseidone. Una volta sveglie, le due sorelle cercarono di inseguire Perseo, ma egli riuscì a scappare in groppa a Pegaso.

Una curiosa caratteristica era che la testa di Medusa avesse conservato i suoi poteri: lo sguardo pietrificante era ancora presente, ma anche il suo sangue aveva assunto della magia in sé. Infatti, il sangue della vena destra aveva il potere di guarire ogni male e di riportare la vita nei corpi morenti, mentre il sangue della vena sinistra era portatore di morte. Nonostante questo potere, il sangue di Medusa si poteva considerare come un tipo di veleno primordiale. Perseo ne raccolse due fiale per Atena, che in seguito le donò ad Asclepio.

I resti di Medusa

Durante il suo viaggio di ritorno, Perseo incrociò le sorti di Andromeda, principessa d’Etiopia. Ella era incatenata ad una roccia per espiare la colpa di sua madre. Si era vantata di essere la più bella delle Nereidi ed avrebbe dovuto essere sacrificata ad un mostro marino. Perseo s’innamorò all’istante della fanciulla e la salvò grazie alla testa di Medusa che aveva mantenuto il potere di pietrificare chiunque la guardasse. Secondo alcune versioni di questo mito il mostro marino non era altro che la madre di Medusa. 

“La Medusa”, di Pieter Paul Rubens

Tornato a casa, impietrì Polidette, che voleva costringere Danae a sposarlo, e fece lo stesso coi suoi cortigiani. Infine secondo alcune versioni pietrificò anche il suo stesso nonno, Acrisio, che voleva impedirgli di passare nei suoi territori. In seguito diede la testa ad Atena, che la pose al centro della sua egida. Atena cedette successivamente ad Eracle parte dei capelli della Gorgone, aventi un effetto simile a quello dell’intera testa, chiusi in un’urna; l’eroe a sua volta la diede a Sterope, figlia di Cefeo. Riguardo al resto del suo corpo, una tradizione ateniese sosteneva che sarebbe stato sepolto sotto l’agorà.

Le tracce artistiche, classiche e non

La figura di Medusa ha ispirato quadri, libri, film, interpretazioni a non finire: spesso è simbolo di forza e della bellezza femminile, nonché della capacità di trasformazione e rinascita. Partiamo già con gli antichi greci: Medusa fu menzionata per la prima volta da Omero, poeta greco dell’VIII secolo a.C. Occorre però fare una distinzione. Infatti, nell’Odissea la rappresenta come un’ombra nell’Ade; nell’Iliade, invece, afferma che la testa della Gorgone è fissata sull’egida di Atena.

Egida di Atena

Andando avanti nella linea del tempo nella letteratura, Medusa è ripresa ne Le metamorfosi di Ovidio (IV, 799-801: “La figlia di Giove si voltò e si coprì con l’egida il casto volto, ma, perché quell’oltraggio non restasse impunito, mutò in luride serpi i capelli della gorgone“). Inoltre, anche Dante la cita nel IX canto dell’Inferno (51-57: “Volgiti indietro, e tien lo viso chiuso: che se il Gorgon si mostra, e tu il vedessi, nulla sarebbe del tornar mai suso“). In tempi recenti, invece, c’è stata una grande modernizzazione del mito nei libri: un esempio potrebbe essere “Il segreto di Medusa” di Hannah Lynn, pubblicato nel 2021.

Fra i molti dipinti in cui è rappresentata, particolarmente noti sono Scudo con testa di Medusa di Caravaggio (1590 circa) e La Medusa di Pieter Paul Rubens (1618 circa); piuttosto note sono le sculture Perseo con la testa di Medusa di Benvenuto Cellini (1545-1554) e Busto di Medusa di Gian Lorenzo Bernini (1630).

Nel cinema, il personaggio di Medusa è stato interpretato in diverse pellicole, tra cui il film di “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo“: il Ladro di Fulmini (2010), dove viene interpretata da Uma Thurman, e il film di “Clash of the Titans” (1981), dove viene interpretata da Laurence Olivier. Ha fatto persino la sua comparsa nel cartone animato “Le superchicche“, sotto i panni di Madam Medusa: sotto lo stesso nome, un po’ di anni prima nella Disney, ne “Le avventure di Bianca e Bernie.

Fonti: Eroica Fenice, Wikipedia, Il sapere

Scritto da Giorgia Lelii


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