Il discorso di Putin alla nazione, la mobilitazione parziale è annunciata

di Emanuele Lo Giudice
6 Min.

Saranno 300mila gli uomini che da oggi verrano chiamati alla mobilitazione annunciata dal Presidente della Federazione Russa. Il discorso tenuto da Putin e da Shoigu è un’ulteriore ”escalation” per i leader occidentali.

Putin ha usato, per la prima volta dall’inizio dell’invasione ucraina, il termine ”guerra” per riferirsi a quella che a Febbraio era stata annunciata come ”operazione militare speciale”. La ”russofobia” occidentale, sostiene Putin, è la causa della resistenza di Kiev nei riguardi delle trattative di pace.

Il discorso, previsto per le 20 di ieri sera è stato rimandato a questa mattina dopo due ore di ritardo; la questione ha sollevato dubbi e agitazione in Russia, dove è stato considerato ”insolito” lo slittamento del discorso alla Nazione. Gli analisti avevano già considerato sicuro l’annuncio della mobilitazione, considerando gli emendamenti al codice penale approvati ieri dalla Duma. L’inasprimento delle pene in caso di ”mobilitazione generale”, “legge marziale” o “conflitto armato” verrà sottoposto al Consiglio della Federazione in data odierna, prima della promulgazione. Nel discorso anche accuse contro l’Occidente, tacciato di ”russofobia” e colpevole di ostruzionismo indiretto nelle trattative. Zelensky ha ringraziato le potenze occidentali per il supporto, soprattutto a seguito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di ieri, dove i leader che si sono susseguiti hanno dibattuto con toni duri sulla situazione russo-ucraina.

Mobilitazione parziale, che si intende?

È scattata da oggi la mobilitazione parziale in Russia, annunciata in mattinata dal Presidente russo Putin e dal Ministro della Difesa Shoigu, ma di cosa si tratta? La mobilitazione parziale prevede il richiamo in servizio dei riservisti, per un totale di 300mila uomini, come dichiarato da Shoigu. Non è prevista alcuna mobilitazione di ragazzi e studenti, al momento gli interessati sono esclusivamente i militari in riserva (ma non quelli di leva). Putin ha dichiarato di avere già firmato il decreto, il quale avrà effetto immediato; i riservisti richiamati subiranno un addestramento aggiuntivo prima di entrare in azione. È stata esclusa, per ora, la mobilitazione generale.

Le accuse all’Occidente e la dottrina nucleare.

“Nella sua politica l’Occidente ha superato ogni limite” ha sostenuto Putin, chiarendo che la Russia procederà con l’utilizzo di tutti i ”mezzi necessari” per garantire l’integrità della Russia e del suo popolo. A coloro che “utilizzano il ricatto nucleare” Putin ha ricordato che ”la Russia ha gli stessi strumenti” e che le azioni perseguite dalle potenze occidentali potrebbero rivoltarsi contro esse. ”Non sto bluffando” ha infine aggiunto. Il richiamo al nucleare persiste e la Russia ricorrerà ad esso qualora la sua sovranità si trovasse in pericolo.

Il sostegno ai Referenda nei territori ucraini, segno di impasse militare?

I territori filorussi di Lugansk e Donetsk, secondo Putin quasi completamente liberati, nonché il territorio della Regione di Zaporizhzhia hanno annunciato il referendum per l’annessione nei giorni che vanno dal 23 al 27 Settembre. ”Hanno pieno appoggio da parte di Mosca” ha sostenuto Putin, la quale annessione potrebbe portare la guerra ad entrare in una nuova fase. La controffensiva di Kiev si trasformerebbe in atto di guerra nei confronti dei territori russi, cosa che provocherebbe una risposta dura.

Le potenze occidentali e l’Unione Europea hanno già dichiarato che non verrano presi in considerazione, essendo tali referendum una ”farsa” e un ”segno di debolezza”. L’integrità ucraina è garantita dall’Occidente, il quale si rifiuta di accettare un ridimensionamento dei confini del Paese. Von der Leyen ha dichiarato “inaccettabile” il tentativo di Mosca di cambiare i confini di Kiev, così come hanno sostenuto Scholz e Macron. Il Ministro degli Esteri italiano si è unito agli alleati sostenendo l’illegalità dei referendum, che l’Italia non riconoscerà.

Ria novosti, agenzia di stampa russa, ha fatto sapere che sono delle consultazioni tra Russia e Bielorussia a Mosca sono ora in corso, come dichiarato dal consiglio di sicurezza russo.

L’allarme è cresciuto nella serata di ieri, generando il caos in Russia e portando a un’impennata delle ricerche su ”come lasciare il Paese”. Nel frattempo sono stati dichiarati esauriti i voli odierni in partenza da Mosca, mentre la Cina sollecita, nuovamente, al dialogo.


Scritto da Emanuele Lo Giudice

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