Formula 1: una guida per spiegare i termini tecnici

di Antonucci Carola
8 Min.

Ritorniamo insieme a parlare di Formula 1 con la guida per principianti. Nello scorso articolo abbiamo parlato di bandiere e penalità, oggi spostiamo il focus sui termini tecnici che – molto spesso – vengono usati in telecronaca durante le sessioni del Gran Premio.

Effetto suolo, porposing e bottoming

Sappiamo tutti che alla base della Formula 1 e della progettazione delle nuove monoposto vi è l’aerodinamica. Questo porta a delle azioni deportanti che derivano dallo strato d’aria che scorre sotto il fondo della vettura e che viene chiamato effetto suolo.

Nelle vetture progettate secondo questi criteri, il fondo e il corpo del veicolo vengono studiati in modo che – la vettura – si comporti come un’ala rovesciata. Ad oggi, il diffusore posteriore va ad ottimizzare il flusso inferiore unendolo a quello che lambisce la parte superiore del corpo vettura. Lo scopo è il maggior effetto suolo possibile.

L’effetto suolo porta però con sé delle problematiche per la prestazione della monoposto e dei piloti stessi. Avrai, sicuramente, sentito parlare di porposing, ma di cosa si tratta? In prossimità del rettilineo la monoposto assume un comportamento saltellante. Molti lo hanno paragonato all’andamento del delfino. L’aria passa sotto la macchina, di conseguenza la schiaccia verso il basso e – con la velocità elevata raggiunta – viene risucchiata verso il basso e il fondo urta l’asfalto. Quando accade ciò, la macchina ritorna verso l’alto e l’azione si ripete in un continuo saltellamento.

Il bottoming, invece, è l’azione di sfregamento tra il fondo della vettura e l’asfalto che a volte è del tutto inevitabile. Produce un rumore fastidioso come due lastre di metallo che sfregano e battono l’una sull’altra e che disturbano il pilota alla guida.

Termini inglesi: stint, pit stop, undercut e overcut

I termini inglesi che senti nominare più spesso, anche durante la gara, sono sicuramente Stint e Pit Stop.
Lo stint va ad indicare un tratto di gara in base al numero di pit stop – fermate per cambio gomme o pezzi danneggiati – che una scuderia effettua. Se i pit stop saranno due, gli stint diventano tre: dalla partenza al primo pit stop, dal primo pit stop al secondo e dal secondo alla fine della gara.

Il cambio gomme, come sappiamo, può far variare le strategie possibili in una gara. In questo caso possiamo parlare di undercut se la scuderia chiama ai box il proprio pilota andando ad anticipare la macchina che lo precede. Al contrario avremo overcut quando la sosta ai box avviene dopo la macchina che precede il pilota.

Il DRS e come viene utilizzato

Durante una gara, nel momento del duello tra due vetture per la posizione migliore, la parte importante del gioco è proprio il DRS – acronimo di Drag Reduction System, cioé il sistema di riduzione della resistenza. Questa componente, aiuta ad aumentare la velocità della monoposto sfruttando l’aerodinamica.

Perché non sempre viene utilizzata? Innanzitutto bisogna precisare che la pista é divisa in settori – per motivi pratici di comunicazione veloce e tecnici per un pronto intervento in caso di pericolo. Solo alcuni settori hanno il “via libera” all’uso del DRS.

Nel caso in cui il pilota si trova nel settore in cui ne é consentito l’uso, il distacco con il pilota che lo precede deve essere inferiore ad 1’’ per poterlo utilizzare. Il DRS abbasserà il profilo dell’ala posteriore che farà acquistare più velocità. Spesso permette non solo di azzerare ancora di più la distanza, ma anche di superare la vettura davanti.

La Chicane di un circuito di Formula 1 e la degradazione gomme

Molto spesso sentiamo parlare di chicane senza capire, effettivamente, di cosa si tratta. Un circuito ha sicuramente dei tratti in cui la velocità è davvero elevata e, in questo caso, viene seguito da una sequenza di curve in cui la velocità si riduce drasticamente. Le curve sono consecutive e in due direzioni differenti, si parla quindi di chicane.

La degradazione é un termine utilizzato per indicare il processo in cui, uno pneumatico, perde le sue prestazioni o l’aderenza durante una gara o una sessione di giri pista. Da non confondere con l’usura che riguarda solo il processo di usura del battistrada.

L’aereodinamica in Formula 1 che agisce su downforce e drag

Le vetture di Formula 1 sono designate per andare quanto più veloce possibile per accaparrarsi il miglior tempo e la migliore prestazione. La downforce é quella forza aerodinamica che viene applicata verso il basso mentre la monoposto viaggia in avanti. È una forza che viene sfruttata dagli ingegneri per migliorare la trazione di una vettura e la sua manovrabilità in curva.

Per essere performanti in curve, gli ingegneri cercano la deportanza, cioè quella forza indotta dal flusso d’aria che spinge l’auto verso il basso e che le permette di restare incollata all’asfalto e affrontare le curve in velocità. Un eccessivo carico aerodinamico però é controproducente perché aumenta la drag. La drag é la resistenza aerodinamica che viene sperimentata dall’auto quando viaggia in avanti sul circuito e che la rallenta sul rettilineo.

Casco fucsia, verde o giallo?

Come ho già anticipato, il circuito di una pista viene suddiviso in settori. Questi servono ai piloti per valutare con precisione il loro tempo sul giro secco, ma anche all’organizzazione per indicare più velocemente il punto in cui – malaugurate – ci sono problemi.

I settori possono essere fucsia, verdi o gialli in base a quanto guadagna con il tempo il pilota che percorre il giro secco. Il pilota ha il settore fucsia – o casco fucsia – quando nel percorrere quel tratto ha impiegato il minor tempo rispetto ad altri piloti. Sempre in quel determinato tratto.
Il settore verde indica che il pilota sta migliorando il tempo personale rispetto al giro precedente, ma non sta migliorando la prestazione rispetto ad altri piloti.
Infine, il settore giallo va ad indicare che non è presente alcun miglioramento nel settore, in alcuni casi indica anche un aumento del tempo rispetto al leader o al giro precedente.

Scritto da Carola Antonucci

Fonti: Formula1andco, CQ sports


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