Come verrà sostituito il reddito di cittadinanza

di Mirko Aufiero
5 Min.

Da agosto termina l’erogazione del reddito di cittadinanza per 169mila nuclei familiari: le nuove misure del governo contro la povertà

A partire dal primo agosto 169mila nuclei familiari non percepiranno più il reddito di cittadinanza. È quanto appreso dai beneficiari che a partire da luglio hanno ricevuto il famoso Sms dall’Inps, il quale li ha informati dello stop al sussidio.

Questa la decisione del governo, che con la manovra di bilancio 2023 aveva imposto un limite di sette mesi al beneficio. Non tutti però smetteranno di riceverlo adesso; i beneficiari che ne hanno fatto richiesta durante il 2023 continueranno a riceverlo fino a sette mesi dalla prima erogazione.

Le famiglie interessate dallo stop sono quelle in cui non è presente un minore, un over 60 o un disabile; tutte le altre continueranno a percepire il sussidio fino a quando non entreranno in vigore le misure sostitutive previste dal governo.

Un sussidio per chi non può lavorare e un altro per chi può

Il governo di Giorgia Meloni, fin da prima di vincere le elezioni, si è sempre scagliato contro il reddito di cittadinanza introdotto da M5s e Lega nel 2019. Secondo la maggioranza, infatti, questo sussidio non ha incentivato al lavoro ed è stato soggetto a innumerevoli truffe.

Per ovviare a queste criticità il governo ha lavorato a delle misure alternative: l'”assegno di inclusione” e il “supporto per la formazione e lavoro“, che saranno introdotte a partire da settembre.

L’assegno di inclusione

Come verrà sostituito il reddito di cittadinanza

L’assegno di inclusione andrà a sostituire direttamente il reddito di cittadinanza. Esso sarà erogato alle famiglie con una persona con disabilità, un minore o un over 60 a partire da gennaio 2024.

L’importo è fissato a 6.000 euro annui, che possono arrivare a 7.560 nel caso in cui il nucleo fosse composto da persone di almeno 67 anni o con disabilità gravi. In aggiunta, è previsto un contributo per l’affitto fino a 280 euro al mese e l’assegno sarà disponibile per un massimo di 18 mesi, rinnovabili per altri 12 dopo un mese di sospensione.

Per richiedere l’assegno sarà necessario rispettare precisi criteri, tra cui:

  • avere un Isee non superiore a 9.360 euro;
  • avere un reddito familiare di massimo 6.000 euro annui;
  • non essere sottoposto a misura cautelare o di prevenzione;
  • non avere sentenze definitive di condanna intervenute nei 10 anni precedenti la richiesta

Il supporto per la formazione e il lavoro

Come verrà sostituito il reddito di cittadinanza

Il supporto per la formazione e il lavoro è la misura pensata dal governo per le persone considerate occupabili, ossia tra i 18 e i 59 anni. Avrà inizio a settembre 2023 e prevede un’indennità per coloro che parteciperanno a percorsi di formazione o ad altri progetti di politiche attive per il lavoro.

Si tratta di 350 euro al mese, riconosciuti per tutta la durata dei percorsi di formazione, per un massimo di 12 mesi. Per richiederlo sarà necessario avere un ISEE di massimo 6.000 euro e risiedere in Italia da almeno 5 anni, oltre che essere idonei per l’assegno di inclusione.

Il governo ha calcolato che tale sussidio possa raggiungere 436mila famiglie composte esclusivamente da persone occupabili, ossia circa 615mila persone (un terzo degli attuali percettori del rdc).

Gli altri aiuti

Oltre ai due strumenti descritti sopra, ci sono altre misure con cui il governo intende aiutare i più bisognosi. Una di queste è la carta “dedicata a te”, ovvero un contributo di 382,5 euro per famiglia destinato all’acquisto di beni di prima necessità per i nuclei familiari con un ISEE fino a 15.000 euro.

La seconda misura è invece l’assegno di incollocabilità (destinato agli invalidi per infortunio o malattia professionale), il cui importo è stato aumentato a 290,11 euro. Per ottenerlo si dovrà possedere determinati requisiti:

  • età non superiore ai 65 anni
  • grado di inabilità non inferiore al 34% riconosciuto dall’Inail
  • grado di menomazione dell’integrità psicofisica/danno biologico superiore al 20% 

Fonti: Agi, Il Post, Adnkronos, Ansa, Il Sole 24 Ore

Scritto da Mirko Aufiero


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