16 Ottobre, il punto della settimana: cos’è successo nel mondo?

di Emanuele Lo Giudice
6 Min.

Dall’Atlantico al Pacifico, le ultime notizie della settimana che si sta per concludere. Il mondo dal 10 al 16 Ottobre 2022.

Si conclude un’altra settimana e le notizie che arrivano dal mondo circolano più veloce di quanto si pensi. Il XX Congresso nazionale del Partito Comunista, gli uragani in Americas Latina e la CICA in Kazakistan, che è successo fuori dai confini nazionali?

Cina: al via il XX Congresso nazionale del PCC, Xi Jinping alla Presidenza per un terzo mandato?

Si è aperto a Pechino il XX Congresso del PCC, il quale si terrà per tutta la settimana prossima e vedrà l’elezione di una nuova leadership. Xi Jinping sembra destinato a mantenere il posto al vertice del Partito, di cui è Segretario generale dal 2012. I 2296 delegati provenienti da tutta la Nazione si incontreranno fino al 22 Ottobre per delineare le politiche dei prossimi anni, il cui fine sarebbe la costruzione di un “moderno Stato socialista in tutti gli aspetti”. Sun Yeli, portavoce del Congresso, ha annunciato che questo “terrà alta la bandiera del socialismo con caratteristiche cinesi e attuerà il pensiero di Xi Jinping, la cui ideologia (nel 2017) è stata inserita anche nel preambolo della Costituzione cinese. Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese ha aperto il Congresso parlando degli anni precedenti (i 5 che intercorrono tra un Congresso e l’altro), difendendo la politica Covid e le questioni di Taiwan e Hong Kong. Riguardo Taiwan, menzionata più volte, ha sostenuto che il PCC non ha mai abbandonato l’idea dell’uso della forza per la “riunificazione”, la quale è necessaria e sarà sicuramente realizzata. Nei confronti di Hong Kong ha detto che questa sia ora entrata in un momento di stabilità, aiutata dalla Cina nell’abbandono del caos in cui versava precedentemente. “Abbiamo rafforzato il modello di un Paese a due sistemi”, nella regolazione dei rapporti tra Pechino e le ex colonie di Macao e Hong Kong. Taipei ha da subito risposto alle affermazioni di Jinping tramite il portavoce dell’Ufficio presidenziale, Chang Tun-han. “La sovranità territoriale, la democrazia e la libertà non possono essere compromesse”, ha sostenuto il portavoce del governo di Taiwan, ricordando inoltre che autorità taiwanesi hanno “espresso chiaramente che respingiamo fermamente il modello ‘un Paese, due sistemi’.

America Latina: gli uragani mettono in ginocchio le Repubbliche sudamericane.

Sono 31 i decessi causati dal passaggio dell’Uragano Julia in Sud America, il quale ha perso lentamente la forza raggiungendo il Nicaragua. L’emergenza nazionale è stata dichiarata dal Guatemala, El Salvador e Honduras, le quali stanno mobilitando la popolazione per aiutare le persone più colpite. Un decesso anche a Panama, più di venti nei paesi limitrofi; Julia è stato declassificato a tempesta tropicale e verrà accompagnato da forti piogge fino al Messico. In Colombia i danni sono stati definiti “lievi”, mentre è in allerta l’intera regione che nelle ultime settimane si è trovata duramente colpita dalla stagione degli uragani. In diverse Repubbliche è stata ordinata l’evacuazione dei civili dalle zone più a rischio, quasi 10mila gli evacuati solo in Nicaragua. Il Costa Rica, colpito dalle piogge forti, non pare aver subito danni.

Kazakistan: la Conferenza sulle misure di Interazione e Fiducia in Asia, Putin ha parlato dell’Ucraina.

Prendendo parola alla CICA, Vladimir Putin ha detto che la Russia è pronta ad un nuovo turno di negoziati con Kiev, ribadendo di non aver dubbi sull’operazione che la Russia sta conducendo in Ucraina. Kiev d’altra parte non concederà facilmente un negoziato alla Russia, considerando il rifiuto di intavolare conversazioni con la presidenza se questa è ancora detenuta da Putin. “Quello che sta accadendo oggi è, per usare un eufemismo, spiacevole. Ma sarebbe comunque accaduto più tardi, solo in condizioni peggiori per noi. Dunque stiamo agendo in modo corretto e tempestivo” ha detto Putin, sostenendo di non essersi pentito della scelta fatta. La mobilitazione parziale sembra essere quasi ultimata, con un numero totale di richiamati quasi vicino ai 300mila; la Bielorussia si è affiancata militarmente a Mosca istituendo insieme un gruppo regionale congiunto, il quale è in via di formazione e inizia a creare allarme per la possibilità che possa aprire un ulteriore fronte di guerra. La Bielorussia si è scagliata contro la Polonia e la Lituania che, secondo fonti del KGB di Minsk, starebbero pianificando attacchi contro il Paese. Putin ha inoltre considerato “non necessari” i colloqui con il Presidente degli Stati Uniti Biden, minacciando inoltre l’Occidente di interrompere la via del grano. Riguardo il gas, affare interessante sia per Mosca che per Istanbul , si sono intavolati negoziati tra i Presidenti delle due nazioni per la creazione di un hub per il gas russo in Tracia orientale (parte europea della Turchia), che sarebbe utile per portare il gas all’Europa by-passando l’intero territorio ucraino; la questione del cessate il fuoco pare essere stata presa poco in considerazione.

Scritto da Emanuele Lo Giudice


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