13enne si lancia dal quarto piano e muore, le ultime chat con i bulli: “Ti devi uccidere”

di Giuseppe Di Sorbo
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 2 Min.

È probabilmente uno dei casi di cronaca più agghiaccianti degli ultimi mesi quello che ha sconvolto la comunità di Gragnano, una cittadina in provincia di Napoli. 

Alessandro, 13 anni, giovedì scorso si è suicidato lanciandosi dal balcone della sua abitazione tra lo sgomento di tutti i presenti. 

In soli pochi giorni di indagini, tuttavia, sono già emersi dei dettagli a dir poco raccapriccianti sui rapporti che il ragazzino aveva con alcuni suoi coetanei. 

Questi, già da diversi mesi, era tormentato e bersagliato da una gang di bulli della zona che tramite un’app anonima insultava e minacciava quotidianamente il 13enne.

Si ipotizza, inoltre, che non siano mancate nemmeno le aggressioni fisiche, con lo scopo di fare leva sulla psiche dell’adolescente e costringerlo a piegarsi agli agressori.

Ciò che sappiamo, però, è che Alessandro era un ragazzo amato da tutti, brillante ed educato. “Il classico ragazzo che non dava mai fastidio a nessuno”, ha detto una delle due professoresse.

A dimostrarlo, infatti, è stato il grandissimo sostegno che tutta la comunità di Gragnano ha mostrato ad amici e familiari. 

Intanto gli inquirenti sono al lavoro per chiarire tutti i retroscena della vicenda che, a partire dai messaggi ritrovati sul suo smartphone, si fa sempre più angosciante.

Scritto da Giuseppe Di Sorbo


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